LA GRANDE FORESTA I (Rose)






Le rovine della città erano coperte di vegetazione e lunghe liane penzolavano e si incurvavano dalla piazza distrutta alle mura squarciate; lungo la via principale e nelle stradine più piccole. Perfino negli edifici. Dentro al grande salone della casa del sindaco cresceva un acero. Ma nella casetta del fornaio cresceva una quercia che aveva divelto il tetto per farsi spazio.
Così era sempre stato, per quanto le creature del bosco ne avessero memoria.
Rose era una fata dai capelli simili a ramoscelli carichi di petali di fiori di ciliegio, con un abito rosso e delle ali trasparenti a forma di gocce d'acqua, che frullavano di quando in quando.
Stava attraversando il grande ponte di pietra, quando udì tremare la terra, partendo proprio dal profondo del buio canalone che vi scorreva sotto.
Sporse la testa per cercare di penetrarne l’oscurità. Colse dei movimenti attorno alle possenti colonne quadrate. Qualcosa le stava risalendo.
Rose viveva nella parte meridionale della foresta, mentre la regina si trovava nel cuore più profondo.
Non aspettò di vedere che cosa fosse. Le parvero serpenti. Ma corse subito via con l’intento di avvisare la regina, seduta sul trono di pietra sulla cima del più vecchio e maestoso platano della foresta. I lunghi capelli d'argento scendevano ricadendo sui rami più bassi.
Le ci sarebbe voluto molto tempo per raggiungerla. Sperò di incontrare un merlo o un'anatra che l'avrebbero potuta portare in volo, ma la foresta sembrava vuota. E silenziosa. Come se il boato di poco prima avesse ammutolito tutti.

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