LA GRANDE FORESTA IV (Colei che gonfia l'uva)




Shhhh... Guarda! È questo ciò che fanno le fate quando diventano vecchie e perdono le ali.”
Gonfiano l'uva?”.
L'uomo e la fata osservavano di nascosto in una radura. Una piccola fata, vecchia e ingobbita, stava accanto al grappolo d'uva con gli acini più grandi che Taros avesse mai visto. Ognuno aveva le dimensioni di un mandarino.
I capelli della vecchia fata erano azzurri come il cielo. Stava ricurva in avanti a causa della gobba nel centro della schiena. Indossava un lungo manto rosso con sfarzosi ricami sulle braccia e sul busto. Sulla testa un cappuccio che copriva anche il mento e si apriva su un volto che non riuscivano a vedere.
Con quella che all'uomo sembrava una minuscola pompa per biciclette, stava gonfiando degli acini d'uva. Se prima apparivano come striminziti e rinsecchiti acini di uva passa, dopo il suo trattamento erano pieni fino a scoppiare, succosi e quasi trasparenti.
Venerabile Farta, saprebbe indicare al mio amico col suo pollo e a me, quanto manca per raggiungere la regina della grande foresta?”.
Rose si era avvicinata alla figura ricurva e le parlò con la sua voce dolce, trasudante di rispetto.
Ma quando la vecchia fata alzò la testa, videro che non poteva parlare. Le labbra erano unite da punti, come se l'avesse cucite. In tal modo rassomigliava ad una bambola di stoffa.
Li guardò da sotto al cappuccio. Gli occhi seminascosti.
Allungò una delle braccia dietro di sé e indicò con il minuscolo indice.
La fata e l'uomo con il suo pollo proseguirono in quella direzione senza aggiungere altro.
Perché la chiamavi farta?”
Perché è così che si chiamano le fate quando perdono le ali. Perché fata è leggero, mentre farta è più pesante. Perché loro non volano più. Capisci?”
Non proprio.”

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