LA GRANDE FORESTA VIII (La Roccia dei piccioni di carta)





Eccola la radura! Vi avevo detto che conoscevo la strada! Ma nessuno si fida mai di me. Nessuno ascolta mai quello che dico. Perché? Come questa testa di legno! Quante volte credete che le abbia detto che quell'uovo non può essere suo? Eppure, ostinata, non mi vuol dare retta”.
I sette compagni avevano raggiunto un punto della foresta in cui si apriva una radura. Vi cresceva dell'alta erba dorata. Nel centro si ergeva una roccia e accanto ad essa si innalzava una lanterna di legno e vetro dai contorni rossi, coperta da un tetto circolare e scuro. La porticina di vetro era aperta, ma dentro non c'era una candela, come ci si sarebbe potuto aspettare. Bensì una risma di piccoli fogli di carta.
I sette si avvicinarono.
Rose si posò sulla roccia e a quel punto qualcosa accadde. La porta di vetro si chiuse e una voce si propagò nell'aria.
Per tutti i buchi senza compagni! Chi giunge alla roccia delle colombe di carta? Ma certo, ma certo! Vi manda la regina in cerca di risposte. E le avrete, ve lo assicuro.
Ma prima di tutto dovete decidere se le desiderate davvero. Talvolta chiediamo qualcosa e solo dopo aver avuto la risposta ci rendiamo conto che l'ignoranza era preferibile”.
Mèra si fece avanti.
Ho viaggiato un mese intero per conoscere, non tornerò al mio stagno senza risposta!”
Molto bene” riprese la voce “Guarda intensamente la roccia pensando a tutte le domande per le quali vorresti una risposta. Ogni foglio ne porterà una. Quello che afferrerai, avrà la risposta che più ti preme”.
Mèra eseguì. Dopo pochi minuti dalla lanterna uscirono numerosi uccelli di carta che presero a volare d'intorno. Afferrò un volatile, mentre gli altri si levavano in cielo diventando piccioni grigi.
Quello che aveva catturato si spiegò nelle sue mani e lei poté leggere poche parole scritte in inchiostro blu:
Quando l'acqua è immobile e il vento non soffia, nel giorno in cui l'inverno nel sud inizia, ecco che lo stagno si increspa e ciò che aspetti accadrà.
Rinfrancati dal suo esempio, anche gli altri si fecero avanti.
Rose rimase appoggiata alla roccia per qualche secondo, poi uscirono non meno di venticinque uccelli di carta dalla lanterna. La fata volò sopra uno di essi che planò dolcemente sull'erba.
Un dì lo sarai. Sul trono di pietra sederai e i tuoi capelli di petalo faranno rosa i rami del vecchio platano. Non tutto è ciò che sembra. Non temere quel ponte, né le sue profondità.
Anche Lènor, il gatto scettico e petulante si avvicinò alla roccia. Una sola colomba ne uscì.
Rispettati. Rispetta. Vuoiiti bene. Così avrai ciò che brami. Non lamentarti sempre e non dire sempre “no”. Amici ne avrai di inaspettati.
Kahla si avvicinò lentamente alla roccia. Temeva quel confronto. Aveva molte domande, ma solo una l'aveva spinta a mettersi in viaggio.
Non farti dire da altri ciò che sei. Se tutti fanno in un modo, non significa che sia giusto. Ama il figlio che nascerà e curati della sua felicità. Amalo anche se diverso.
Karàd non si avvicinò. Karàd, abitante degli alberi casa. Lui si occupava di essi e conosceva ciò che gli necessitava.
Infine fu il turno di Taros. Anche lui aveva molte domande. E quando la porticina della lanterna si aprì, ne uscirono centotrentasette uccelli di carta. La maggior parte prese il volo immediatamente, la carta trasformata in piume, ossa e carne; e tubare concitato. Alcuni volteggiavano sopra alla sua testa.
Uno scese e gli si posò sulla spalla mentre anche gli ultimi diventavano piccioni. Taros prese il foglio.
La tua famiglia ti aspetta. Il tuo compito è concluso. Puoi tornare a casa.
I compagni si guardarono in silenzio. Era il momento di salutarsi.
Una avventura interessante sotto molti punti di vista. È stato un piacere conoscere tutti voi. Vi auguro ogni migliore fortuna per le vostre future imprese”.
Mèra aveva parlato per tutti. Sorrisi malinconici si formarono sulle loro facce.
Poi.
Ares si era avvicinato alla roccia, la fissava con uno degli occhi. La testa voltata. E la porta si aprì nuovamente.
Nessuno aveva pensato che anche il pollo avrebbe potuto avere delle domande.
Ne uscì un solo piccione di carta che si aprì di fronte alle sue zampe e tutti lessero le parole:
Sei un pollo saggio, Ares. La risposta è sì. Tu e i tuoi compagni vi rincontrerete presto. Tutti e otto assieme.




[Ti è piaciuto il viaggio? Qualche personaggio ti ha colpito? Chi, fra tutti, è il tuo preferito? Quale di queste otto finestre ti è piaciuta di più? E tu? Che cosa avresti chiesto alla Roccia dei piccioni di carta? Oppure, che cosa ti piacerebbe ricevere come risposta? Faccelo sapere con un commento!]








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