IL RE DEI MONTI




Da casa sua il piccolo riusciva sempre a vedere la montagna.
Dal lato opposto del lago. Fra le rocce a sinistra e i boschi a destra. Sorgeva imponente e diritta.
Il piccolo stava ore alla finestra e la osservava.
Il lato sinistro dritto a precipizio. Il destro scendeva morbido.
Aveva sempre fatto parte della sua vita.
Nessuno vi si era mai recato. Mai. Fino al giorno in cui lo fece suo padre.
Due settimane dopo la partenza, il monte – chiamato il Re dei Monti – si accese di fuoco sulla cima. Verso destra fuoco liquido si gettava a capofitto sugli alberi. Sugli animali. E prima. La terra aveva tremato con un boato di tuono.
E continuava a tremare.
E un fumo nero si spandeva nell'aria.
Tutti erano raccolti nella grotta a nord del lago.
Donne, uomini, bambini. Anziani.
"Avevo detto che non avremmo dovuto permettergli di andare! È tutta colpa sua. Ora il Re dei Monti ci distruggerà per la nostra insolenza!"
Il piccolo non credeva che fosse suo padre la causa.
Il Re splendeva come un immenso braciere. Le nubi cominciavano ad espandersi.
"Secondo me siamo abbastanza lontani".
Disse qualcuno poco convinto.
"Prima che sia troppo tardi. Dovremmo andarcene."
"E abbandonare il villaggio?"
"Come puoi difendere il villaggio dalle fiamme?"
"Il lago ci proteggerà!"
"Il lago si prosciugherà!"
"E intanto i boschi ad est bruceranno."
"Dobbiamo allontanarci dal villaggio!"
"Ma... mio marito?"
"Potete aspettarlo se vi aggrada. Tu e tuo figlio. Noi ce ne andiamo".
Una fila di uomini, donne, bambini, anziani, costeggiava il lago.
Arrivarono al villaggio. Preoccupati. Guardarono la montagna che rigurgitava fuoco.
Il piccolo coi gomiti alla finestra guardava il Re.
"Papà tornerà?"
"Non lo so, piccolo mio."
"Papà torna!"
"Vorrei crederci... ma non te lo posso promettere."
"Non possiamo andare via! Se tornerà non troverà nessuno..."

L'uomo camminava da giorni.
Aveva raggiunto e scalato il Re dei Monti.
Aveva ammirato la bocca tonda, coperta di terra scura. Si trovava in alto. Sul versante est.
Ad ovest il Re dei Monti era diritto. Come se un invisibile barricata si sollevasse e ne impedisse l'espansione. Ed era diritta davvero. Come appoggiata su qualcosa.
E l'uomo ne capì in qualche modo l'enormità.
Si inginocchiò e baciò la terra.
"Tu sei davvero il re dei Monti!"
Non riuscì a trattenersi dall'urlare. Nel vuoto della notte. Miliardi di stelle sopra di lui.
La terra vibrò per la prima volta quando lui era disteso a rimirare i punti luminosi sopra di sé.
E lui si alzò di scatto. Improvviso.
Sotto di sé, lontano, vide il lago.
Ma si voltò a guardare la voragine di sotto.
Gli parve che risplendesse un po'. E gli parve che facesse caldo.
Si voltò e scese il fianco con la sola luce delle stelle. Ma correva.
La terra tremò di nuovo.
Ma trascorsero ancora due giorni.
Poi il monte esplose. E lui cadde a terra nel tremore della terra.
Fu inseguito da una nube nera. Che nascondeva il sole e le altre stelle.
Non si diresse al lago.
Per un qualche motivo deviò verso est.
Mentre il monte ribolliva.
Attraversò i boschi. Fino alle rive di un altro lago. Tanto grande che non se ne vedeva la fine.
Per un giorno e una notte rimase lì seduto. Incantato. Stregato dall'andirivieni delle onde. Lo sciabordio e l'infrangersi sulla sabbia.
L'odore che gli entrava nel naso non avrebbe saputo descriverlo. Non era buono. Eppure nemmeno sgradevole.
All'alba, quando le lacrime gli si erano asciugate sulle guance. Lì, sulla sabbia dove era ancora seduto. Con i piedi freddi. Arrivarono gli abitanti del villaggio.
"Amato mio, credevo di averti perso!"
"Papà! Lo sapevo che saresti tornato!"
L'uomo era felice oltre ogni dire.
"Non ci allontaneremo mai più da questo luogo. Qui sarà la nostra dimora".
Poi si voltò verso la cima del Re dei Monti che si scorgeva in lontananza, coperta di nero, ma accesa di rosso.
"Grazie, signore di tutti i monti. Tornerò a farti visita".



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