LA CASA IN FONDO AL SENTIERO


Alla signora Angela di Cibiana di Cadore


Mi piaceva sempre l'estate.
In special modo da quando la famiglia aveva acquistato la casa in fondo al sentiero.
Non ho mai disprezzato la solitudine.
Se vivi fra i monti ci fai spesso l'abitudine.
Però talvolta la compagnia è piacevole.
Per anni hanno rallegrato le mie estati e talvolta i miei autunni e i miei inverni. Arrivavano con l'auto al mio accesso, ché casa loro si raggiungeva solo a piedi lungo il sentiero.
I bambini amavano la montagna; lo leggevo nei loro occhi; anche quello un po' più cicciottello. La ragazzina sembrava invece poco entusiasta.
Credo fosse nell'età in cui i figli cominciano a desiderare di trascorrere le vacanze con i loro amici.
Ricordo che partivano spesso presto al mattino, con gli zaini in spalla. Pronti per una scalata.
Li invitavo a bere il caffè o un tè, la sera.
Un anno preparai con le mie mani un gioco da tavolo con il legno.
Non ero più abile come un tempo, ma l'effetto fu quello sperato. Lo gradirono enormemente. Ci giocammo spesso, poi lo regalai loro.
Lo portarono con sé ogni anno, fino a che smisero di venire.
Un tempo raggiungevo la casa in fondo al sentiero anche da sola, con le mie gambe. Ma non più.
Li aspettavo sulla porta la sera, quando rientravano. Offrivo loro dell'acqua fresca e li invitavo a cena. Loro volevano andare a casa e lavarsi. Lo so, credevano di dare disturbo a una povera vecchia, e forse non sarei stata in grado di cucinare per tutti loro, ma gradivo tanto la loro presenza e la loro compagnia.
Forse non hanno mai capito quanto fossero importanti per me, nella mia monotona e noiosa e solitaria vita di montagna. Che tuttavia non avrei scambiata con nulla al mondo.
Nelle giornate di sole, guardavo la casa in fondo al sentiero di lontano, dal mio giardino e mi immaginavo gli adulti a giocare a carte o prendere il sole o riempire cruciverba e i bambini avventurarsi sul fianco della montagna su cui la casa poggiava.
L'estate arriverà in fretta di nuovo. Mi ripetevo allora, e riprendevo le mie faccende con le loro urla e risate nelle orecchie.


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Commenti

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