IL PROCIONE, LA LEPRE E LA TALPA (Parte 2)



l sole brilla splendente dietro alle montagne. Ma il paese qui è ancora in ombra. Gli uomini si svegliano. Iniziano le loro attività. Lentamente.
Il piccolo orsetto lavatore è rimasto tutta la notte ad ascoltare la storia della garzetta di pietra.
Ha ascoltato tanto a lungo e con tanto interesse che si è dimenticato di mangiare.
E quando è corso via, l'annunciatore del sole schiariva già il cielo ad est. Aveva guardato la garzetta arrampicarsi pesante sul suo posto, sulla fontana. Ogni giorno si pietrificava. E quando la luna splendeva, poteva muoversi. Ma rimaneva di pietra.
Lui intanto era scappato via nel bosco attorno.
Era tornato nella sua tana nel prato. La condivideva con una talpa e una lepre.
Non era stato molto contento all'inizio. La talpa aveva smarrito la strada di casa nei cunicoli infiniti che aveva scavato negli anni. Era vecchia e cieca.
Il procione l'aveva accolta. Non gli piaceva stare solo, ma nemmeno con quelli della sua specie. Lei era cieca, non poteva vedere.
La lepre si era rifugiata lì. Scappava da un cane delle radure.
Credendo la tana vuota, aveva tirato un lungo sospiro, aveva battuto due volte la zampa a terra gioendo dell'insperata salvezza e si era voltata.
Allora aveva visto. La talpa prima. Il procione poi.
Era quindi esplosa in una grassa risata.
Il procione si vergognò. Come quando gli altri orsetti lavatori avevano riso di lui in passato. Ma quella era casa sua! Non si sarebbe fatto deridere in casa propria!
"Smetti di ridere ed esci da casa mia!"
"Scusa amico" dice la lepre cercando di trattenere le risate con scarsi risultati "non intendevo offendere! Cioè, tu hai solo due denti..."
"Tu hai solo due denti!?" aveva esclamato la talpa.
"Due soli, e grandi più dei miei..." aggiunge la lepre, ma si interrompe vedendo lo sguardo minaccioso del procione.
Così era iniziata la loro improbabile convivenza. E i tre erano diventati amici. Si prendevano cura della vecchia talpa.
E quel mattino, rincasato più tardi del solito, lepre e talpa lo attendevano preoccupati.
"Che cosa ti ha fatto tardare?"
"Il sole è sorto da un pezzo. E non hai nemmeno un frutto con te!"
"Non potete immaginare che cosa mi è successo. Sono stato su al paese sul colle. Alla fontana..."
E racconta della garzetta. Della sua incredibile storia. Dell'incantesimo che la risveglia nelle notti di luna.
"E chi le ha lanciato l'incantesimo?", chiede talpa.
"Questo non l'ho domandato..."
Lepre è sbalordito "Credo che l'unico modo per liberarla sia trovare colui o colei che l'ha stregata. Questa notte andremo assieme alla piazza". Conclude la lepre risoluta.



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