ALLA RICERCA DELL'ORSO (Parte 4)



L'ultima uscita dai tunnel si trova a pochi metri dal bosco. Prima dell'intrico di radici.
I tre si erano messi in viaggio. Avrebbero atteso la notte vicino all'uscita del bosco. Avevano attraversato molti tunnel. Incontrato lepri, conigli, talpe.
Ora attendono vicino all'ingresso.
Quando la notte si infittisce, i tre escono dal loro rifugio. Dietro di loro i prati sono ricoperti di soffici passi e leggero bisbigliare e lesto masticare.
Ma i tre avanzano lentamente, quasi in solenne processione fino al bosco.
Non parlano molto. Attenti a cogliere i rumori della notte. Ma qui non è come sui prati. Qui si odono passi, corsa, foglie smosse, rami rotti. Ululati e ugolii. I gufi. E lo sbattere di ali.
"Tutto bene voi due?"
Chiede l'orsetto lavatore ai compagni.
"Tutto bene", bisbiglia lepre.
"Non vedo gran che! Ma a parte questo, non c'è male."
"Talpa, ma tu non vedi mai!", ribadisce la lepre.
"Lo so".
Non aggiunge altro e ridacchia. Anche gli altri due ridacchiano; ma appena più che un sussurro.

Durante la seconda parte della notte – la luna è sorta appena più tardi oggi nel cielo – iniziano la salita del primo monte.
Lepre e procione trasportano a turno talpa sulle spalle.
Cominciano a cercare un rifugio.
Si addentrano sfiniti nel tronco di un albero ben nascosti dalle foglie e con una scorta di fragoline di bosco trovate sulla via.

Per tre notti si sono arrampicati sui fianchi delle montagne.
La terza notte la luna sorge quando è quasi mattino. Una minuscola falce luminosa.
Quando spunta fra le cime degli alberi ad est, un movimento molto vicino pone i tre viaggiatori sull'attenti.
Di fronte a loro un capriolo li osserva.
"Siete quasi arrivati. Non fermatevi. Procedete ancora a nord. Sarete nel rifugio dell'orso entro il tramonto".
Detto questo si rifugia in pochi balzi fra gli arbusti del sottobosco e scompare alla vista.
I tre fissano le foglie che ancora ondeggiano dopo il passaggio dell'animale.
"Bell'indicazione! Un capriolo... dovevano mandarci un usignolo, un merlo, un passero. Un volatile insomma!"
Lepre è spazientita.
"Almeno non è stato prolisso. Non sopporto quelli che parlano tanto".
Procione guarda talpa con un occhio di sbiego. Come al solito ride. Non capisce mai quando scherza e quando è seria. Ma non se ne preoccupa. Ormai sono una famiglia.
E riprendono il loro cammino verso nord come aveva detto loro il capriolo.
Lassù fa un po' più freddo che sui prati. Ma i tre non si lamentano. Non ora che c'è il sole, perlomeno.
E quando il sole tramonta i tre raggiungono una radura. E sulla radura si apre una grotta.
La primavera colora di minuscoli punti verdi i rami secchi.

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