IL BAGNO DI MEZZANOTTE






Venne la notte, buia di orrore, ché le stelle né la luna erano a vedersi nel blu ormai nero.
Giunse il lupo alla sua roccia, ma non v’era a chi ululare. Mogio nella sua sconfitta rientrò nella foresta; ma era buio, era così buio perfino per lui, che finì imbrigliato in un groviglio di rovi dove rimase fino a mattina.
Giunsero le onde sulla riva. Ma non v’era luce da riflettere quella notte. Avvilito e triste il mare si fermò. E parve l’acqua di un lago di montagna. E tale era il silenzio che una tamerice fu udita crescere. E tutto era immobile.
E giunse il vento. Ma non v’era gusto nel guastare, piegare, sospingere e non vedere. Sentiva i rami degli alberi piegati. La sabbia alzata che vorticava con lui. Udiva lo sbattere del balcone e il tavolo fracassato contro il muro. Ma non v’era divertimento senza vedere. Per cui anch'esso si fermò e tacque.
Giunse la donna, com'era solita fare. Con la torcia fino alla riva. Un lettino per stendersi e rimirare le miriadi di stelle sopra di lei. Ma non v’era stella da mirare quella notte. E l’aria era immobile. E non v’era l’usuale cullare delle onde.
Sedette la donna sul lettino. Cieca ad ogni cosa, provò ad avvicinare le mani al volto. E terrorizzata si affrettò a recuperare la torcia.
Tuttavia quando l’accese vide distintamente le proprie mani, il lettino e la sabbia sotto di sé.
La spense di nuovo.
La sensazione era spaventevole.
Poi guardando - o almeno provandoci - in direzione del mare vide qualcosa.
Un’imbarcazione galleggiava sull'acqua e sotto di essa una luce si andava propagando.
Un uomo sembrava tirare una rete, con la barba d’argento illuminata.
Poi…
La donna non poteva credere ai propri occhi.
La barca a forma di lira levitò sull'acqua e continuò a sollevarsi. La luce sembrava provenire da ciò che era contenuto nella rete.
La donna si alzò in piedi per vedere meglio.
Si strofinò gli occhi credendo di essere nel mezzo di un sogno. Poi una voce profonda riverberò nella notte muta e si unì allo sciabordio dell’acqua sollevata e smossa dal contenuto della rete.
Quante volte, signora luna, le devo ripetere che non può fare il bagno a mezzanotte!”
La voce dell’uomo non era dura, anzi era dolce e comprensiva.
Ma la luna - che si trovava, meraviglia delle meraviglie, nella rete del pescatore con le stelle - aveva assunto un’espressione tanto triste che alla donna si spezzò il cuore.
Poi la grande luminosa falce, circondata da stelle luminose, prese a parlare. E la sua voce parve risuonare come quella del vento: leggera e impetuosa. Possente.
Sempre lavoro! Tutte le notti! Non mi posso mai concedere un bagno notturno!”
Guardatevi attorno, signora luna, senza voi e le vostre ancelle la terra tutta ammutolisce. Pensate a quanti contano su di voi”.
Poi salirono oltre e la donna non fu più in grado di udire la risposta della luna.
In poco ella fu al suo posto.
La donna si ridistese a mirare la meraviglia sopra di sé, mentre la natura in festa riprendeva attorno a lei la vita.
E le parve, ma solo le parve, di udire un lupo ululare di lontano.







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