Ode a Maurizio (E) il baccalà






C'era un uomo lì sul mare
a cui piaceva banchettare.
Star'a tavola un gran gusto
se cucinava l'uomo giusto.
La suocera o'l ristorante
mangiar bene è l'importante.

Pesce cotto in tutti i modi
ai frutti del mare canta lodi.
Una forchetta, un tovagliolo
tutto in bocca è presto bolo.

Eppur quell'uomo lì sul mare
non si limita a mangiare.
Apprezzare è la sua dote
stanchezz'e noia son remote.
Piatto vuoto, bocca pulita
non fa che leccarsi le dita.

Non c'è tuttavia alimento
che gli dia più gradimento
del baccalà della Lucia
che di sua moglie è la zia.
Se si trova a tavola da lei
la gioia moltiplica per sei.

Sarà forse la ricetta
ad esser quella perfetta.
Sugo rosso, e polenta
il profumo che ti tenta.

Tutt'attorno sta seduta
una ghenga conosciuta.
Famiglia ereditata,
della gente affezionata.

Ah che buono!” esclama forte
Questo scaccia la malasorte!”.
Pel baccalà parte un'ode
ma la compagnia più gode.

Tutto questo è il baccalà!
Polenta, sugo, giovialità!”
Ribatto io da qui lontano
che presto è spiegato l'arcano:
questa è la completa ricetta
che tutti dicon' esser perfetta!

Non è la polenta, non il pesce,
con le persone la gioia cresce.


















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