QUATTRO REGNI (tempo di lettura 6' ca.)




Fiordispino di via Ombrichiari


Quando mi guardo attorno, come spesso accade, non riconosco il luogo in cui mi trovo.
"Dove sono?", mi chiedo.
Evidentemente le parole sono uscite dalla mia bocca senza che ne avessi intenzione, perché una voce mi risponde.
"Questa, mio caro Fiordispino, è la Sarsia. Alla fine di questo viale si trovano le città di Sarsuna e Sarsenda".
È stata Emme a rispondere.
"Emme!"
Sebbene l'abbia incontrata solo poche volte finora, mi sembra di sapere tutto di lei. Mi pare di conoscerla da lunghi anni.
È sempre piacevole incontrare i miei compagni. Tuttavia non capita che di rado. Mi manca Frank. Mi sento inetto talvolta senza di lui. Era tutto un po' più facile.
"Come mai ti trovi qui?", mi chiede.
"Come pensi possa saperlo?"
Ridiamo assieme e ci incamminiamo verso le due città.
Sulla via mi racconta. Del suo primo arrivo in questo luogo. In un futuro lontano.
Mi racconta delle altre due volte in cui ha incontrato la regina.
Il sole splende su prati verdi e colline dietro di noi. La città che si staglia di fronte a noi è chiara di pietra. I tetti scuri. Rossi. Una torre altissima si staglia lontana.
Le città sono due. Unite da un ponte. Un largo ponte.
Nessuno ci ferma quando attraversiamo le porte sorvegliate. Nessuno ci guarda nonostante l'abbigliamento. Sembriamo invisibili.
Attraversiamo il ponte.
"Qui" mi dice "incontrai la regina per la prima volta, quando lei era vecchia e qui tutto giaceva abbandonato. La mia quinta finestra".
Penso alla mia quinta finestra, a quella donna con ottantatré facce.
Camminiamo ancora. Io osservo curioso il brulicare del mercato e la gente che si muove affaccendata. Sembrano felici.
Il palazzo della regina - "Che qui si chiama sarsida" mi informa Emme - è un edificio mirabile. Un ampio colonnato sorregge una facciata di grandi blocchi di pietra. Sopra e dietro una cupola, ancora più indietro due alte torri.
Entriamo anche qui non notati.
Lei mi guida attraverso corridoi, scale.
Raggiungiamo infine una porta. Lei bussa e una voce risponde dall'interno.
"Avanti".
La regina siede a un tavolo. Molti fogli ordinati. La regina alza la testa e saluta Emme con calore.
Poi mi fissa.
"Tu devi essere l'infante di cielo vestito di cui narrano le leggende di  Grasco".
La guardo un po' sorpreso.
"Fiordispino di via Ombrichiari, maestà. Per servirvi".
Sorride radiosa, la regina. La Sàrsida.
"È un onore accoglierti, Fiordispino. Il tuo arrivo preannuncia molte cose.
"Sono una grande studiosa. Mi è sempre piaciuto leggere, sapere. Quando fui ragazza, mia madre mi fece studiare la storia dei quattro regni di Talos".
La mia faccia perplessa le strappa un sorriso e continua.
"Talos è il continente nel quale ci troviamo. I quattro regni che vi si trovano sono: la Sarsia, la Grande Repubblica degli Stati COstati - abbreviata Grasco -, il piccolo regno di Harlin su a nord e l'antico regno di Dunkelascet oggi diviso in tre regni più piccoli".
Per oggi temo di dovermi fermare; una finestra compare. Saluto la regina con l'augurio di rivederla presto.
Saluto Emme. Lei rimane.
Esco.




Emme sapiente di cuori

Due cose mi colpiscono subito. Appena mi guardo attorno.
Siamo in Sarsia. Siamo, non sono. Perché vedo Fiordispino a pochi passi da me.
"Dove sono?", chiede a mezza voce.
"Questa, mio caro Fiordispino, è la Sarsia. Alla fine di questo viale si trovano le città di Sarsuna e Sarsenda", gli rispondo palesandomi.
C'è molta felicità nel suo esclamare "Emme!" Traspare da tutto, dalla voce,  dall'espressione, dal modo di muoversi verso di me. Senza dover guardare nei suoi occhi.
E poi ci guardo in quegli occhi. E vedo Frank. Vedo  un po' di malinconia. La nasconde tuttavia. Ed ora è solo felice di vedermi. Di non essere solo.
"Come mai ti trovi qui?", mi chiede.
"Come pensi possa saperlo?", mi risponde.
Ridiamo e ci incamminiamo verso le due città. Racconto a Fiordispino delle mie precedenti visite  a queste città. Il mio spaventevole primo incontro con la Sàrsida.
Lì, sulla parte più alta della torre di guardia, poi giù sul ponte. Dole la Sàrsida si era mostrata a me urlando di rabbia.
Mentre attraversiamo il ponte ripenso a quei momenti vissuti nel mio passato che tuttavia è futuro, qui.
"Qui incontrai la regina per la prima volta, quando lei era vecchia e qui tutto giaceva abbandonato. La mia quinta finestra.
"Non ho mai accennato a questo discorso con la Sàrsida, non l'ho ritenuto saggio.
"Lei è donna istruita, sa molte cose, ma il futuro va sempre trattato con attenzione, perché si rischia di togliere irrimediabilmente l'attenzione dal presente.
"La seconda volta mi sono presentata, ci siamo conosciute. Non l'avrei riconosciuta se non avessi saputo che era lei. è stata molto sorpresa, ma abbiamo parlato molto. Mi ha chiesto della mia vita. Le raccontai del convento, delle sorelle. Della partenza. Della notte nella notte. Le narrai perfino del tempio delle otto finestre.
"Avrebbe voluto saperne di più, ma non c'è stato tempo.
"Mi ha anche raccontato della Sàrsia. E delle Sarside. 
"La terza volta è durata due giorni interi, ma non c'è stata occasione di parlare molto con la Sàrsida. L'ho seguita tutto il tempo.
"Solo lei poteva vedermi.
"Questo mi ha permesso di comprendere molto.
"Ed ora siamo qui. Fiordispino vieni, attraversiamo il ponte".
Lo guido lungo corridoi che mi sono familiari.
E finalmente incontriamo la Sàrsida.
E lei ha occhi solo per Fiordispino.
Discorrono i due, di leggende e di storia. Di geografia, Io ascolto con interesse. Poi Fiordispino deve lasciarci.
"Ora comincio a capire molte cose".
La Sàrsida Dolanda sembra preoccupata e sollevata a un tempo. Io non sono certa di sapere a che cosa si riferisca. Lei si alza e inizia a camminare avanti e indietro. Estrae dei volumi dagli scaffali intorno. E parla.
"Se il ragazzo vestito di cielo è giunto, allora ci sarà molto da fare. Dove ho messo il volume sulla storia di Dunkelascet? Eccolo!
    
    "Di nera notte due giorni pieni
    per vedere la Nera Pianura
    la luce splendente della notte bilunare.
    Gli uni e gli altri altri avran combattuto.
    Gli uni cadranno per non tornare
    Gli altri vittoriosi perderanno.
    Allora i Fólgoti avran pace meritata
    ché Banir da tre sarà una di luce.

"E la notte Bilunare si appresta. Stiamo per vivere grandi avvenimenti. E questo spiega anche la tua presenza qui".
Mi accorgo che si rivolge a me.
"Come dite?"
"Dico che il motivo per cui ti trovi qui è certamente legato agli eventi che stanno per accadere nei quattro regni di Talos.
"Nel Terzo Libro della Madre si legge:

    "È nel tempo del Grande Bisogno
    mentre il pericolo si appresta,
    ecco la Madre manderà le sue ancelle"

Non capisco che cosa voglia dirmi.
"Torna tutto Emme! Non sono io che voglio vederlo. Ogni cosa ha un senso. Perfino il tuo nome".
La Sàrsida Dolanda è felice perché ha capito. Ma è preoccupata perché sa ciò che l'aspetta. Pur non sapendo in che forma, il ragazzo vestito di cielo ha significato l'inizio di grandi difficoltà.
Lo leggo nel suo cuore, ora che i suoi occhi castani mi guardano.
Ma ora è tempo per me di andare.




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